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venerdì, 16 novembre 2007, ore 14:17
scarabocchiato da Rolando in visioni

Regia di Vittorio De Sica.

Una fiaba moderna, sempre attuale, sul contrasto tra tipi di vita. Da una parte la vita immediata e semplice dei poveri, che subiscono il mondo e fanno del loro meglio per adattarvisi, dall’altra la vita sempre tesa in avanti degli imprenditori e degli industriali, che tentano di modellare il mondo in vista del loro tornaconto personale.
Termine medio tra questi due mondi, il protagonista del film: Totò.


Totò è un animo semplice, ha ricevuto una educazione dopo essere rimasto orfano (orfano in realtà ci è nato, visto che la signora che lo ha accudito l’ha trovato nudo sotto un cavolo).
Uscito dall’orfanotrofio


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venerdì, 16 novembre 2007, ore 14:17
scarabocchiato da Rolando in religione

Corruzione dell'umanità e punizione divina (Gn 6-8)

L’uomo si moltiplica sulla terra ed avviene una strana contaminazione: le figlie degli uomini (quelle più belle) vengono prese in spose dai “figli di Dio”. Sull’interpretazione di questo passo se ne sono scritte molte: sono angeli? Sono demoni? Sono uomini potenti? Sono uomini santi?
Non volendo, e non potendo, addentrarsi in questioni così specifiche (anche perché non se ne verrebbe comunque a capo) sceglierò l’ipotesi che più mi piace facendo, come al solito, solamente considerazioni di senso comune sulla questione.


Se si trattasse di angeli o di demoni le figlie degli uomini avrebbero ben poca colpa per la caduta; inoltre, vista la centralità dell’uomo nel rapporto con Dio, appare strano che l’uomo di punto in bianco possa essere condannato nella sua totalità (non che dal Signore veterotestamentario sia impossibile attenderselo) a causa solamente di un comportamento che riguarda le femmine.


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mercoledì, 14 novembre 2007, ore 21:18
scarabocchiato da Rolando in attuale

La vita è un processo degenerativo. Ogni mutamento che avviene sul nostro corpo (la crescita dei capelli, il sudore, una ruga) testimonia il nostro inesorabile cammino verso la distruzione. Una eterna durata equivale ad assenza di mutazione, un permanere indefinitamente in una certa condizione. Una tale fissità però preclude ogni possibilità di crescita, non c’è più nulla da imparare quando già si è quello che si sarà in futuro, sempre che si possa considerare futuro ciò che riproduce perfettamente un passato che diventa eterno presente.

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