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domenica, 16 dicembre 2007, ore 12:31
scarabocchiato da Rolando in favolario

Esopo, “L’avaro”:

Un avaro aveva liquidato tutto il suo patrimonio e l’aveva convertito in una verga d’oro; poi l’aveva sotterrato in un certo luogo, sotterrandoci insieme la sua vita e il suo cuore, e tutti i giorni andava a farci un’ispezione. Un operaio lo tenne d’occhio, subodorando la verità, andò a scavare e si portò via la verga. Dopo un po’ arrivò anche l’avaro e, trovando la sua buca vuota, cominciò a piangere e a strapparsi i capelli. Ma un tale, che l’aveva visto lamentarsi


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domenica, 16 dicembre 2007, ore 12:28
scarabocchiato da Rolando in favolario

In poche righe Esopo (VI sec. A.C.) fotografa la vita, “i viandanti e la scure”:

 

Due uomini facevano viaggio assieme. Uno trovò una scure. "Abbiamo trovato una scure", disse l'altro; ma il primo lo ammonì che non doveva dire "abbiamo", bensì "hai trovato". Dopo un po' furono raggiunti da coloro che avevano perduto la scure e quello che l'aveva presa, vedendo che gli correvano dietro disse al compagno: "Siamo fritti". "No, devi dire "sono fritto". Quando l'hai trovata non hai mica fatto a metà con me" gli osservò l'altro.

 

Esopo, da grande osservatore dell’animo umano quale è, traccia con segno rapido e veloce una caratteristica dell’animo umano


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domenica, 02 dicembre 2007, ore 16:20
scarabocchiato da Rolando in religione

Dell'altro ieri è la lettera enciclica Spe Salvi (Nella fede siamo stati salvati) di Benedetto XVI, una lettera sul significato della fede e della speranza per la vita dell’uomo.
Attraverso diverse citazioni, bibliche e non, il papa fonda la propria analisi sui concetti di fede e speranza, virtù che vengono a coincidere con una certezza di ciò che aspetta l’uomo alla fine della propria vita e, come apprendiamo alla fine della lettera, il giorno del giudizio universale. Fede e speranza rimandano a qualcosa che deve ancora venire e che, nell’animo del credente, crea non solo un’aspettativa, ma anche un cambiamento radicale dello stile di vita. Fede e speranza, in un animo veramente credente, diventano certezza, non solo desiderio di qualcosa che potrebbe essere o non essere, la fede pone una pietra stabile di ciò che sarà il tempio di Dio che verrà, che si sa che dovrà venire. La speranza cristiana non è quella che noi comunemente intendiamo, non è un desiderio, un’aspirazione che può a volte finire in illusione, la speranza del cristiano è innervata dalla fede e si trasforma in assoluta certezza di ciò che sarà.

Il papa però mostra che questa certezza non riguarda solamente il futuro,

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