mercoledì, 30 maggio 2007, ore 23:07
Proteso verso il futuro l’homo sapiens sapiens (cui occorrerà a breve aggiungere qualche altra meritoria determinazione) si muove da padrone nel mondo che Dio gli ha donato in Eden e fa valere tutta la sua superiorità soggiogando ogni cosa e animale che ha la (s)ventura di capitargli dinanzi. La coscienza della propria superiorità non è sufficiente a far dimenticare le infinite insidie e minacce che si nascondono tra le pieghe della vita, pronte ad aggredire l’uomo e farlo tornare alla promessa polvere biblica. Occorrono scudi, protezioni; ne abbiamo a volontà. Convinti di immergerci nel mondo, ce ne teniamo invece molto alla larga, le nostre paure hanno alimentato una cultura dell’”anti” che ci accompagna ad ogni stadio della vita, ad ogni passo. Appena svegli, ogni mattina, scendiamo dal nostro materasso antiacaro e antiaffossamento, ci mettiamo le ciabatte antiscivolo, andiamo in bagno, una bella spazzolata con il dentifricio antiplacca e antitartaro, inforchiamo gli occhiali antigraffio, antiriflesso e antiurto e usciamo di casa, pronti per una nuova giornata, non prima aver scaldato un po’ di latte in un pentolino antiaderente, che poi mettiamo in una lavastoviglie ben carica di anticalcare. Se per caso ci sentiamo un po’ deboli niente paura, basta aprire un cassetto in cucina e spuntano fuori scatole e scatole di antibiotici, antipiretici, antiacidi, antistaminici, antisettici, antidepressivi, antidolorifici, antireumatici e antibatterici, che ci occorrono per far fronte agli sbalzi di tempo che l’anticiclone provoca ogni anno. Prendiamo l’antiastenico che fa al caso nostro e, correndo con ritrovata energia per l’anticamera, usciamo in strada fondandoci nella nostra automobile dotata di dispositivo antirollio, barre antiintrusione, filtro antiparticolato e andiamo al lavoro parcheggiando il nostro bolide dopo aver inserito l’antifurto. Arrivati al lavoro ci piazziamo davanti ad uno schermo con antisfarfallio e un pc protetto da antivirus e antispamming oppure, se non utilizziamo il computer, adottiamo tutte le misure antinfortunistiche necessarie a svolgere il sicurezza le nostre mansioni. Non entriamo ancora più a fondo nelle nostre abitudini, non occorrerà esaminare anche il nostro tempo libero, disseminato di sentimenti che ci fanno militanti nelle più disparate leghe: anticaccia, antidroga, anticancro, antifumo, antinucleare, antimafia, anticlericale, anticomunista, anticapitalista, antifascista, antifemminista, antimilitarista, antinquinamento, antiabortista, anticonformista, antidoping, etc, etc. D’altronde non dobbiamo stupirci, la contraddizione sta dentro di noi: che si può pretendere dagli uomini che, all’interno dei loro stessi corpi, hanno milioni di anticorpi? Il contrasto ci è inciso nelle carni, quindi viviamo tranquilli. Possiamo ancora mantenere l’antidiluviana coscienza di essere i padroni del mondo, contro il nostro inevitabile invecchiamento abbiamo creme antirughe, contro i fenomeni più bruschi e violenti della natura abbiamo case antisismiche, dal fuoco ci proteggiamo con bombole antincendio, dai fastidiosi animaletti che possono ammorbare il nostro riposo possiam difenderci con spray antimosche e antipulci, così verso le due antimeridiane nessuno ci toglierà il nostro beato pisolino sognando che il tempo si fermi e l’orologio prenda a girare in senso antiorario portandoci al mondo che la nostra mente disegna per noi…
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